MARATONINA DELLA VITTORIA nel segno del Kenya

Peter Nwaniki Njeru (1h03’36”) e Ziporah Wanjiru Kingori (1h11’05”) hanno vinto la settima edizione della mezza maratona di Vittorio, stabilendo entrambi il nuovo record della gara. L’azzurro Bamoussa quarto in 1h05’37”. Erica Franzolini (1h18’03”) e Valentina Bernasconi (1h22’53”) ai piedi del podio femminile. Oltre 840 gli atleti al traguardo

Vittorio Veneto (Treviso), 20 marzo 2022 – Peter Nwaniki Njeru (DK Runners Milano) è il re della 7^ Maratonina della Vittoria, andata in scena questa mattina a Vittorio Veneto (Treviso). Il 24enne keniano, reduce dal quarto posto dei Societari di cross di Trieste, si è imposto sul traguardo di Piazza del Popolo in 1h03’36”, realizzando il nuovo record della gara. Njeru ha preceduto il ruandese Jean Baptiste Simukeka (Gs Orecchiella Garfagnana), arrivato in 1h04”36, e il keniano Eric Muthomi Riungu (Atl. Saluzzo), che ha chiuso in 1h05’12”. Miglior italiano, il siepista azzurro Abdoullah Bamoussa (Atl. Brugnera PN Friulintagli), quarto in 1h05’37”. Sesto il giovane Andrea Mason (Silca Ultralite Vittorio Veneto), classe 2000: 1h06’44”, per lui. Njeru ha preso l’iniziativa al 7° chilometro, sfilacciando il gruppo dei migliori sino ad allora composto anche da Simukeka, Riungu, dall’altro keniano Mike Kipruto e da Bamoussa e Mason.

Njeru e Simukeka sono transitati in coppia al 10° chilometro in 30’17”, con Bamoussa quarto, distanziato di 7” dai battistrada, e Mason a 37”. Al 17° chilometro il momento decisivo della gara: Njeru allunga di nuovo e questa volta stacca Simukeka. Gli ultimi chilometri, sulla pista ciclabile lungo il Meschio, sono un assolo di Njeru che non soffre il tratto di gara in leggera salita, rispettando sino alla fine il ruolo di favorito. E’ stata una gara particolarmente veloce: i primi cinque atleti sono scesi sotto il primato della corsa, cancellando la prestazione del keniano Joash Kipruto Koech che nel 2019 – l’ultima edizione della Maratonina della Vittoria disputata prima dell’arrivo della pandemia – aveva corso in 1h06’27”. “Ho provato a reggere il ritmo di Njeru e Simukeka, ma poi ho capito che l’andatura era troppo veloce e mi sono staccato: negli ultimi tempi ho gareggiato moltissimo e mi sentivo un po’ stanco – le parole di Bamoussa -. Nella parte iniziale abbiamo sofferto il vento, ma il percorso è bellissimo e a Vittorio Veneto, dove abitavo da ragazzino (ora risiede nel Bellunese, ndr), corro sempre volentieri”. Due atlete sotto il record della gara anche al femminile, dove la prima a giungere al traguardo è stata Ziporah Wanjiru Kingori (Podistica Torino). La 27enne keniana ha fermato il cronometro a 1h11’05”, stabilendo il record personale e togliendo 4’34” al tempo realizzato nel 2019 dalla connazionale Vivian Jerop Kemboi (1h15’39”). Argento per la burundese Cavaline Nahimana (Atl. Libertas Unicusano Livorno, 1h11’58”), bronzo per l’etiope Asmerawork Bekele Wolkeba (Podistica Torino, 1h17’59”). Poi due ex azzurre della pista, la friulana Erica Franzolini (Maratonina Udinese), arrivata al nuovo personale (1h18’03”), e Valentina Bernasconi (Atl. Mogliano, 1h22’53”), stella di casa, già vincitrice della Maratonina della Vittoria nel biennio 2015/2016.

All’arrivo anche l’azzurro Leonardo Dei Tos che ha marciato per tutti i 21 km, chiudendo in 1h38’34” (“Sono partito più veloce del previsto, ma ho tenuto il ritmo sino alla fine senza soffrire troppo: ora, il 10 aprile ad Alessandria, mi aspettano i campionati di società in pista sui 10 km”), e la slovena Helena Javornik, 55 anni, ex fuoriclasse del mezzofondo e fondo continentale degli anni ’90 e 2000, arrivata in 1h41’14” (26^ donna). Oltre 840 gli atleti al traguardo. Tra loro anche Silvia Furlani, la podista friulana malata di sclerosi multipla, accompagnata da Ercole La Manna, il podista scalzo di Vittorio Veneto. Silvia è partita alle 6 e ha concluso la prova in poco meno di 7 ore.

Una domenica di grande impegno per la Scuola di Maratona Vittorio Veneto che ha schierato 130 volontari impegnati nell’organizzazione e una sessantina di atleti. “E’ stata una bellissima ripartenza: ho sentito tanti commenti positivi – spiega Ivan Cao, presidente della società organizzatrice -. Il percorso, pur non essendo particolarmente veloce, è stato molto apprezzato. E anche il livello tecnico della gara mi è parso elevato, con ben sette atleti, tra uomini e donne, scesi sotto i vecchi primati della gara. Ringrazio le amministrazioni comunali di Vittorio Veneto, Cappella Maggiore e Sarmede e le associazioni che ci hanno dato una mano a livello organizzativo”.

Gli impegni della Scuola di Maratona proseguiranno molto presto: il 3 aprile, a Cordignano, c’è l’ormai classico Trail del Patriarca. Dalla strada al fuoristrada, senza fermarsi mai.

CLASSIFICHE

Uomini:
1. Peter Mwaniki Njeru (KEN/DK Runners Milano) 1h03’36”
2. Jean Baptiste Simukeka (RWA/Gs Orecchiella Garfagnana) 1h04’36”
3. Eric Muthomi Riungu (KEN/Atl. Saluzzo) 1h05’12”
4. Abdoullah Bamoussa (Atl. Brugnera PN Friulintagli) 1h05’37”
5. Mike Kipruto (KEN/Asd International Security) 1h06’08”
6. Andrea Mason (Silca Ultralite Vittorio Veneto) 1h06’44”
7. Radoine Amehdy (MAR/Atl. Brugnera PN Friulintagli) 1h10’15”
8. Lorenzo De Conto (HRobert Running Team) 1h10’56”
9. Alderico Tonin (Gs Quantin Alpenplus) 1h11’03”
10. Stefano Rigoni (1 To Run Asd) 1h11’45”.

Donne:
1. Ziporah Wanjiru Kingori (KEN/Podistica Torino) 1h11’05”
2. Cavaline Nahimana (BDI/Atl. Libertas Unicusano Livorno) 1h11’58”
3. Asmerawork Bekele Wolkeba (KEN/Podistica Torino) 1h17’59”
4. Erica Franzolini (Maratonina Udinese) 1h18’03”
5. Valentina Bernasconi (Atl. Mogliano) 1h22’53”
6. Francesca Tosato (Alpago Tornado Run) 1h26’10”
7. Paola Doro (Nuova Atl. Roncade) 1h28’59”
8. Giorgia Bocchetto (Running Club Venezia) 1h30’41”
9. Eleonora Bado (Spak4 Padova) 1h30’49”
10. Erika Venturini (Gs Mercuryus) 1h31’17”.

SILVIA FURLANI ALLA MARATONINA DELLA VITTORIA

SILVIA FURLANI SFIDA LA SCLEROSI MULTIPLA

 Tra gli oltre mille atleti al via della 7^ Maratonina della Vittoria (le iscrizioni rimarranno aperte sino alla mezzanotte di oggi, mercoledì 16 marzo) ci sarà anche la friulana Silvia Furlani, 61 anni, da oltre 30 malata di sclerosi multipla. Partirà alle 6, con un anticipo di oltre tre ore rispetto allo start ufficiale (previsto per le 9.35), in modo da arrivare al traguardo quando la manifestazione non sarà ancora conclusa e ricevere i meritati applausi.  Silvia ha scoperto di essere malata di sclerosi multipla nel 1986. Da allora, non si è mai fermata: maratone, mezze maratone, trail. In Italia, e non solo. Chilometro dopo chilometro, gara dopo gara, Silvia porta con sé un messaggio di positività, determinazione, coraggio: “Porto a spasso la sclerosi multipla”, dice sempre con un sorriso. E ogni gara conclusa, è una vittoria.  Al suo fianco, alla Maratonina della Vittoria, avrà Ercole La Manna, il corridore scalzo, che l’accompagnerà per l’intero tragitto. Ercole, 53enne vittoriese, è un profeta del barefoot running, la corsa a piedi nudi. Senza scarpe, si è già cimentato in decine di maratone, compresa, quattro anni fa, l’Eroica 15-18, corsa sulle strade di casa. L’inedita accoppiata Furlani-La Manna promette insomma emozioni. 

UNA CORSA LEGGERA – capitolo 13

Vado verso la cassa per pagare il conto. Dagli sguardi degli avventori ho l’impressione che qualcuno abbia assistito alla discussione.

I loro discorsi mi arrivano in lontananza, suoni ovattati. Sono così stordito che ho l’impressione che tutti parlino tedesco. Sposto una sedia che intralcia il mio passaggio, il rumore metallico delle gambe senza feltrino mi infastidisce. Pago ed esco. Il fumo mi ha disorientato i pensieri, come una giornata di nebbia fa perdere l’orientamento.

Non ho più punti di riferimento, cammino stanco con la rabbia addosso senza capire dove mi trovo. Quasi non riconosco la strada. Ricomincio a correre, la falcata è ampia e la velocità bassa. L’aria fredda entra senza ostacoli attraverso la maglietta. Stasera ho corso tanto e le mie gambe sono appesantite, avverto dolori agli stinchi, ho sovraccaricato la giornata di lavoro, troppi chilometri, troppo allenamento, troppe incomprensioni. È venerdì. Ho sabato e domenica per prendermi una pausa e riflettere.

Gli allenamenti con Andreas sono interrotti, ognuno ora si allena per conto proprio. Sono triste e rammaricato, chiamo Fiorenza e le chiedo se le va di accompagnarmi. Fiorenza è gentile e mi dà la sua disponibilità. Corriamo insieme tutte le volte che il tempo ce lo permette. La pista di atletica con il suo grande albero un pino marittimo è il nostro ritrovo. Spesso la aspetto seduto sotto l’albero che io chiamo “numero uno”. Vive sopra un piedistallo di terra e le sue radici arrivano fino alla pista.

Ci riscaldiamo le gambe percorrendo più volte il grande ovale rosso a otto corsie. Usciti dalla pista di atletica, percorriamo la ciclabile che costeggia il fiume. Fiorenza ama correre sull’argine, dice che la terra le trasmette energia ed è tutt’uno con la natura. Io corro sull’asfalto per allenarmi e abituarmi al terreno che dovrò affrontare durante maratonina. Fiorenza esibisce un abbigliamento da corsa sempre molto vivace. È una farfalla colorata, i suoi capelli raccolti a treccine saltellano sul dorso, sembrano le bacchette del batterista. Quelle trecce che battono sulla schiena mi danno il ritmo, potrei fare a meno del iPod.

Correre con la musica nelle orecchie è un integratore morale, ricevo sicuramente un energia maggiore, una carica, un turbo che…

un racconto di Sergio Rosolen

MARATONINA DELLA VITTORIA, L’AZZURRO DEI TOS LA FARÀ MARCIANDO

Anche il vicecampione italiano indoor al via della mezza maratona che domenica 20 marzo percorrerà le strade del Vittoriese: “Test per gli appuntamenti di primavera”. Le iscrizioni, dopo aver superato quota 1000, resteranno aperte sino alla mezzanotte di oggi. Diretta su La Tenda TV

Vittorio Veneto (Treviso), 16 marzo 2022 – Di corsa, ma anche di marcia. La 7^ edizione della Maratonina della Vittoria, domenica 20 marzo, avrà un ospite d’eccezione: l’azzurro Leonardo Dei Tos, che affronterà marciando i 21 km di gara. “Era un’idea che con gli organizzatori della mezza maratona coltivavamo da tempo – spiega Dei Tos, 29 anni, vittoriese doc, a fine febbraio laureatosi vicecampione italiano indoor ad Ancona -. In passato non c’era mai stata la possibilità perché la maratonina coincideva con gare di marcia, quest’anno invece la data è perfetta per la mia programmazione”. Dopo aver sognato la partecipazione olimpica, Dei Tos ha lasciato Milano per fare ritorno a Vittorio Veneto. “Non sono più un atleta professionista, ora lavoro e mi alleno nei ritagli di tempo, non più di due o tre volte alla settimana. L’inverno è andato bene, ho vinto l’argento agli Assoluti con 20’09”56 nei 5000 metri. Un bel risultato considerando la scarsa preparazione. Ora l’obiettivo è allungare: a fine aprile, ad Alessandria, ci sono i campionati italiani di società sui 10 km. Poi, sulla stessa distanza, farò la prova regionale di qualificazione alle finali tricolori di società su pista. Magari non sembra, ma dai 5 ai 10 km cambia tutto. Devo incrementare la resistenza: la mezza maratona mi servirà come allenamento sulla tenuta”. La ciclabile lungo il Meschio, dove transiterà la mezza maratona, è uno dei percorsi d’allenamento preferiti da Leonardo. “C’era anche l’idea che potessi fare da ‘pacer’ per i podisti, ma preferisco seguire il mio ritmo: partirò tranquillo, per andare in crescendo. L’obiettivo è una media di 5’ al chilometro. Per me non è un’esperienza nuova: marciando, ho già partecipato a quattro mezze maratone, Villaverla nel 2014, Pavia e Milano nel 2018, Orzinuovi nel 2019. Anche se, sulle strade di casa, sarà un’emozione diversa”.

SILVIA FURLANI SFIDA LA SCLEROSI MULTIPLA – Tra gli oltre mille atleti al via della 7^ Maratonina della Vittoria (le iscrizioni rimarranno aperte sino alla mezzanotte di oggi, mercoledì 16 marzo) ci sarà anche la friulana Silvia Furlani, 61 anni, da oltre 30 malata di sclerosi multipla. Partirà alle 6, con un anticipo di oltre tre ore rispetto allo start ufficiale (previsto per le 9.35), in modo da arrivare al traguardo quando la manifestazione non sarà ancora conclusa e ricevere i meritati applausi. Silvia ha scoperto di essere malata di sclerosi multipla nel 1986. Da allora, non si è mai fermata: maratone, mezze maratone, trail. In Italia, e non solo. Chilometro dopo chilometro, gara dopo gara, Silvia porta con sé un messaggio di positività, determinazione, coraggio: “Porto a spasso la sclerosi multipla”, dice sempre con un sorriso. E ogni gara conclusa, è una vittoria. Al suo fianco, alla Maratonina della Vittoria, avrà Ercole La Manna, il corridore scalzo, che l’accompagnerà per l’intero tragitto. Ercole, 53enne vittoriese, è un profeta del barefoot running, la corsa a piedi nudi. Senza scarpe, si è già cimentato in decine di maratone, compresa, quattro anni fa, l’Eroica 15-18, corsa sulle strade di casa. L’inedita accoppiata Furlani-La Manna promette insomma emozioni.

UN PERCORSO DA RECORD – Giunta alla settima edizione, la Maratonina della Vittoria arriva da due anni di stop dovuti all’emergenza sanitaria: dopo la felice edizione 2019, con 1300 atleti al traguardo, a Vittorio Veneto non si è corso nel 2020 e 2021. Adesso però l’attesa sta finalmente finendo. La gara – su un tracciato che ha ottenuto l’omologazione di classe A dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera – scatterà da Piazza del Popolo, nel cuore di Vittorio Veneto, dove sarà posto anche il traguardo. Il percorso – scorrevolissimo nella prima parte, meno nella seconda – si svilupperà in direzione sud-est, attraversando anche i territori comunali di Cappella Maggiore e Sarmede. Organizza la Scuola di Maratona Vittorio Veneto, società che, nell’arco dell’anno, è ripetutamente impegnata nella gestione di eventi podistici, su strada e fuoristrada.

DI CORSA IN TV – La Maratonina della Vittoria sarà trasmessa in diretta, dalle 9.15, dalla Tenda Tv sul canale 112 del digitale terrestre, visibile nel Vittoriese. La cronaca della gara sarà inoltre disponibile in streaming su www.latendatv.it e sui canali social (Youtube e Facebook) dell’emittente.

PETTORALI E PACCHI GARA – La consegna di pettorali e pacchi gara avverrà sabato 19 marzo, dalle 14 alle 18, al Quadrilatero in Piazza del Popolo a Vittorio Veneto, e proseguirà domenica 20 marzo, a partire dalle 7. Si correrà in assoluta sicurezza: necessario il green pass base e, per gli over 50, il green pass rinforzato. Gli iscritti, dopo aver fornito le necessarie certificazioni, riceveranno un braccialetto che dovranno indossare sino alla conclusione della gara. Per il ritiro di pettorale e pacco gara non sono ammesse deleghe. Ulteriori informazioni su www.maratoninadellavittoria.it. In allegato: foto di Leonardo Dei Tos agli ultimi Assoluti indoor (credito Grana/FIDAL) e dell’edizione 2019, l’ultima disputata, della Maratonina della Vittoria

EROICA 15-18 | SCUOLA DI MARATONA | Ufficio Stampa | Mauro Ferraro, tel. 338 2103931

UNA CORSA LEGGERA – capitolo 12

Sta aspettando Christina, una ragazza tedesca, sua compagna di lavoro.

Christina arriva con un gilè e una minigonna in pelle nera, è tatuata ovunque, sembra un fumetto da sfogliare. Io mi allontano per delicatezza. Mentre loro parlano in tedesco, osservo i movimenti graziosi della ragazza. Christina è disinvolta, si sistema i capelli con abilità, forse faceva la parrucchiera, o la modella. È bella, ha un fisico atletico, sembra scolpito da Donatello. Sulla spalla ha un tatuaggio di una donna che corre.

Avrei voglia di avvicinarmi alla ragazza ma mi manca il coraggio, ho una esitazione, una vocina dentro di me mi dice di aspettare. Aspetto, guardo il telefonino, mi allontano e decido di lasciar perdere. Ma poi prevale la curiosità. Ho voglia di scoprire se l’amica di Andreas è una maratoneta.

Aspetto, cercando di cogliere qualche dettaglio in più. Il mio comportamento potrebbe irritare Andreas? Prendo l’iniziativa e piano piano mi avvicino. Le chiedo se è un’atleta, ma Andreas mi dà una spinta sul petto, mi fa indietreggiare e quasi perdo l’equilibrio. Cerco di spiegarmi senza reagire alla provocazione, ma lui è fuori di sé, mi avverte di non avvicinarmi, sembra geloso. Christina, nonostante il nervosismo di Andreas, è serena e composta, sembra sia abituata a scene del genere. Mi rassicura dicendomi che Andreas ha avuto una giornata difficile al lavoro, di portare pazienza.

Cerco di essere comprensivo. Mi immagino dentro una scena di un film « è autunno, un viale alberato pieno di foglie colorate, rosse, gialle, un verde appassito, e due persone che camminano su questo tappeto morbido parlando tranquillamente del passato e del futuro ». Ma questo è il mio film, la realtà è diversa.

Andreas, con voce metallica e il suo forte accento tedesco, mi avverte un’altra volta di non avvicinarmi a Christina, di stare alla larga anche da lui, mi dice «fatti gli affari tuoi. Sono stufo dei tuoi consigli su come si corre, di tutti questi discorsi sugli allenamenti programmati! Chi credi di essere?»

«Bravo! Continua così! Continua pure a ingozzarti di birra, è un ottimo integratore. Una pozione magica, come quella di Obelix» gli dico alterato. Decido: da domani ognuno si allenerà per conto proprio.

Andreas tira fuori una sigaretta dal marsupio, con il pollice e l’indice se la porta alla bocca, la accende, aspira quel veleno con tale forza che le due guance si toccano come i lati di un sacchetto sottovuoto. Un vizio intollerabile per un atleta che vuole vincere la Maratonina, ma la sigaretta continua a consumarsi con vigore, la brace è sempre più incandescente, il fumo ci separa come un’inferriata.

Vado verso la cassa per pagare il conto. Dagli sguardi degli avventori…

un racconto di Sergio Rosolen

UNA CORSA LEGGERA – capitolo 11

Spero di trovare Andreas. Stasera l’ho aspettato per un quarto d’ora, vorrei chiedergli una spiegazione.

Due bariste dietro al banco di legno dal piano d’acciaio sono concentrate nel loro lavoro. La ragazza dai capelli blu non alza mai gli occhi, se non per guardare la comanda. L’altra, in punta di piedi con il corpo allungato a raggiungere una bottiglia trasparente dal liquido arancione. I calici di spritz hanno un bell’aspetto, le cannucce in equilibrio e gli spicchi di limone a cavalcioni sul bordo del bicchiere.

Vedo Andreas, credo nella sua buona intenzione di venire a correre con me, considerando che è vestito con la tuta nera a fasce bianche e i soliti “mocassini da corsa”. Dal marsupio in vita con la cerniera mezza aperta, intravedo il pacchetto delle sigarette. Sta bevendo, probabilmente, l’ennesima birra. Il bicchiere di vetro sta sudando per la condensa. Andreas lo svuota a piccoli sorsi come volesse far passare il tempo. Il suo gomito è appoggiato sul banco di acciaio. Tutt’intorno, sottobicchieri impregnati come carte assorbenti e il fracasso continuo della slot-machine. Lo chiamo e cerco di farlo uscire.

«Andreas vieni fuori che ti devo parlare, voglio raccontarti i miei miglioramenti di oggi». «Non vedi che sto bevendo? Sto bene qui, e poi fuori non c’è da sedersi». «Guarda che non sei all’Oktoberfest» gli rispondo sottovoce. Il locale è pieno e un amico di Andreas mi offre da bere ma sono a digiuno e non mi va di ingurgitare alcol a stomaco vuoto. «Dai Tony bevi questa birra e non fare l’anticonformista, in Veneto va così, non si può rifiutare » insiste lui.

Sono entrato in una trappola per topi. Cerco di convincere Andreas a uscire per prendere un po’ di aria fresca. A me potrebbe aiutare a raffreddare il cervello. Sono nervoso, alzo la voce, gli dico di smettere, alcol e fumo sono un cocktail pericoloso e a me danno un fastidio tremendo. A lui non importa dei miei consigli, si accende un’altra sigaretta e ordina un’altra birra, stavolta rossa. Gli dico che non è così che si cambia passo, «adesso è un’altra storia» gli dico, «c’è un obbiettivo da raggiungere e le vecchie abitudini si sostituiscono come pezzi di ricambio».

Andreas ha la faccia stanca, i capelli rossi incollati sulla fronte come chi porta il parrucchino, la barba lunga, la giacca della tuta aperta e i pantaloni sintetici con il cavallo basso per il peso delle chiavi e del telefonino che tiene nelle tasche. Non mi ascolta, si guarda in giro.

Sta aspettando Christina, una ragazza tedesca…

un racconto di Sergio Rosolen

UNA CORSA LEGGERA – capitolo 10

Gli dico «Andreas la settimana prossima andrò a fare la visita sportiva, la prenoto anche per te». Il dottor Pierangelo, un mio caro amico, ci riceve simpaticamente. Tiene il camice bianco aperto sopra la maglietta nera e dal collo esce un cordino con un porta fortuna tibetano. Gli occhiali li tiene sul taschino e dalla tasca destra spunta lo stetoscopio. Ci chiede i documenti e ci fa accomodare nella sala d’aspetto. Seduto su una confortevole poltroncina i miei occhi guardano le fotografie appese al muro. Raccontano di una scalata su ghiaccio in terra peruvina, ci sono il dottore e altre persone vicino a delle tende. Sapevo che il mio amico dottore del centro medicina fosse uno sportivo ma non conoscevo la sua passione per l’alpinismo.

La visita sportiva di Andreas dura una mezz’oretta, ora tocca a me.

«Ciao Tony come va, ti vedo in forma.» mi dice il Dott. « Grazie Pierangelo sto bene, mi alleno giornalmente, quest’anno ho cambiato alimentazione, tantissima verdura e frutta, pochissimo alcol. » «Bravo Tony, è un’ottima scelta, voglio dirti in confidenza a proposito del tuo amico Andreas, il ragazzo è ok ma la prova spirometrica è scarsa, dovrebbe smettere di fumare.» mi raccomando, mi dice il dottore.

Le luci azzurre e rosse dell’insegna del caffè accompagnano l’acqua del fiume verso la pianura dove l’ultima inondazione ha spazzato via tutti gli alberi. Con passo rassegnato mi dirigo verso i riflessi colorati dell’acqua e mi avvicino al bar. I vetri appannati mi impediscono di vedere chi c’è dentro.

Entro con timidezza, sono spaesato come quando perdo l’orientamento. Mi muovo piano trattenendo il respiro, vorrei avere il passo felpato di un gatto, urtare qualcuno qui è facile, il bar è pieno e tanti hanno un bicchiere in mano. Sono a disagio, ho le scarpe da lavoro e pantaloncini da corsa. Mi sento avvampare, per lo sbalzo di temperatura, la schiena umida perché la maglietta è bagnata.

Spero di trovare Andreas. Stasera l’ho aspettato per un quarto d’ora…

un racconto di Sergio Rosolen

UNA CORSA LEGGERA – capitolo 9

La temperatura è bassa e c’è un po’ di umidità, il viale alberato disegna la strada verso la casa di Andreas. Suono il campanello, Andreas esce con la solita tuta nera e ai piedi i mocassini di cuoio.

All’improvviso ho un flashback nella mia mente: il ricordo dei sandali blu anni ’70 con gli occhietti e la suola in para, erano quelle le scarpe che adoperavo per le prime corse. Avevo cominciato a correre all’età di sette anni. Le strade erano praticamente tutte sterrate e buie, l’illuminazione solo vicino alle abitazioni. I miei sandali blu: ora li ricordo con simpatia, ma allora desideravo tanto un paio di scarpe da ginnastica. Mi ero appassionato alla corsa campestre dopo aver partecipato ai giochi della gioventù. Non era stata una bella gara, ero partito al massimo senza gestire le forze, al primo giro mi trovavo in testa al gruppo, ma poi l’energia cominciò a calare e arrivai tra gli ultimi. Non avevo e non ho il fisico da maratoneta, la natura mi ha fornito gambe con dei quadricipiti voluminosi e dei grossi polpacci, gambe adatte alla corsa veloce, mi ero fissato con la resistenza, ora si dice endurance.

Poco alla volta sono riuscito ad allenare il mio corpo alle lunghe distanze, ma senza grandi risultati. Decisi di iscrivermi alle prime marce organizzate dalle numerose società sportive. Si poteva scegliere la lunghezza tra due percorsi, uno corto e uno lungo. Conservo ancora le medaglie ricordo delle varie competizioni, alcune potevano diventare dei portachiavi, quelle più pesanti andavano bene come fermacarte, tutte sul retro portavano inciso il luogo, la data e il nome di quelle che allora si chiamavano marce. Nello stesso cassetto ci sono anche le foto in bianco nero, ritratto mentre corro con il “cartellino dei controlli” svolazzante appeso al collo.

Chissà perché Andreas corre e gioca a pallone con i mocassini di cuoio. Vederlo con la tuta nera infilata nei calzini bianchi e delle scarpe che non sono da corsa mi fa sorridere. Sono ammirato dal talento di quel ragazzo. Corriamo in pianura costeggiando il fiume, nell’acqua si specchiano le nuvole, osservo il cielo correre con noi, la nostra corsa continua in silenzio, ognuno con i propri pensieri. E il tempo scorre. Guardo il cronometro, cinque minuti al chilometro, questo il nostro ritmo del primo allenamento.

È una corsa dall’aspetto introspettivo, poche parole e il rumore delle suole sul terreno genera un ritmo delicato, quasi timido. Avremo corso per una decina di chilometri e ci stiamo avvicinando ai laghi, il percorso si intravede da lontano evidenziato dallo sterrato bianco che li costeggia, e dopo una leggera salita il nostro passo rallenta.

Gli dico «Andreas la settimana prossima andrò a fare la visita sportiva…

un racconto di Sergio Rosolen

I luoghi della Maratonina: Territorio da scoprire

Ciao a tutti Web Runners!

Desideriamo avervi ospiti nel nostro territorio e farvelo conoscere!

 

Vi abbiamo già raccontato la Città di Vittorio Veneto e le altre tappe della Maratonina della Vittoria.

Ora vorremo farvi conoscere il territorio che la circonda.

LE COLLINE DEL PROSECCO

Il paesaggio è caratterizzato da colline, piccoli appezzamenti di vite su strette terrazze erbose, intervallate con boschi, piccoli borghi e terreni agricoli. La molteplicità di piccoli produttori che per secoli hanno modellato il terreno adattandolo alla coltivazione della vite ha creato un effetto estetico unico, divenuto nel 2019 Patrimonio Mondiale UNESCO come paesaggio culturale.

Il sito comprende la fascia collinare che dal Comune di Valdobbiadene si estende verso est fino al Comune di VITTORIO VENETO, scendendo verso Conegliano, e annovera una consistente porzione del paesaggio viticolo della Denominazione di Origine Controllata e Garantita dove si produce il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG.

Un paesaggio rurale protetto e in cui gli edifici di valore storico e monumentale sono tutelati.  Possiamo scoprirlo sia percorrendo le strade asfaltate che si insinuano nelle valli tra borghi agricoli e centri storici preziosi oppure avventurandoci a piedi o in mountain bike sulle numeroso strade sterrate in un continuo saliscendi in mezzo ai filari.

E non perdetevi una gustosa sosta nelle cantine e nei numerosi agriturismi !!!

UNA TERRA DI LAGHI, E NON SOLO

Nel territorio Comunale di Vittorio Veneto, ci sono ben 3 laghi, e altri 2 limitrofi !

Il Lago Negrisiola,  il più piccolo, è alimentato da alcune risorgive carsiche e dalle splendide sorgenti del Meschio che potete visitare attraversando il borgo ottocentesco dI Savassa Alta posto un po’ più in su. È un luogo suggestivo e magico con una polla d’acqua limpida e profonda di un azzurro intenso.

Il Lago Restello  riserva di pesca,  è dominato dalla Torre di San Floriano, antica postazione di vedetta romana. Sul lago si specchia la Centrale Idroelettrica di Nove un affascinante esempio di archeologia industriale. E’ ancora oggi in funzione e in alcune occasioni è visitabile.

il Lago Morto malgrado il nome tenebroso è la “spiaggia estiva” dei vittoriesi. Ventoso al primo mattino perfetto per  windsurf e kitesurfing , diventa calmo e soleggiato per il resto della giornata, la spiaggia a prato sempre ben curato è perfetta per prendere il sole, giocare con gli amici o fare un pic-nic. Il chiosco è rinomato per il suo “panin col Pastin”.  Tutto intorno una bella passeggiata di circa 4 km offre scorci veramente suggestivi.

Situato subito dopo la sella di Fadaldo che segna il confine tra Vittorio Veneto e L’alpago il lago di Santa Croce, è sicuramente sinonimo di windsurf e kitesurfing. Le sue correnti termiche pomeridiane fanno la gioia dei tanti appassionati provenienti da tutt’Europa, li si può osservare dalla spiaggia attrezzata a Nord oppure dalla suggestiva baia delle Pojatte, vederli scivolare e volteggiare sull’acqua, è uno spettacolo a colori vivaci. Mentre è tutto bianco lo spettacolo delle vele delle imbarcazioni della scuola nautica che spiegano dalla sponda  Sud. È un lago naturale, il secondo lago del Veneto per dimensione, completamente circondato dalle montagne, in parte costeggiato da un bel percorso nel bosco, che fa parte del tracciato cicloturistico della Monaco/Venezia.

Da Vittorio Veneto, appena imboccata la Vallata ecco i laghi di Revine (lago di Santa Maria ad est e  lago di Lago ad ovest). Sono due specchi d’acqua di origine glaciale separati da una breve zona paludosa.  Molto frequentati durante tutto l’anno, sia per le varie spiagge e le aree attrezzate che per il parco tematico del Livelet con le sue palafitte e l’area archeologica.

In questi anni sono diventati un polo d’attrazione per il running, la MTB e anche semplici passeggiate in relax, grazie al tracciato sterrato di circa 7,5 k che li circonda. Mentre gli amanti degli sport acquatici hanno trovato in questi laghi la location ideale per praticare nuoto, canoa, sup, pesca sportiva circondati da paesaggi sempre diversi, tra piante acquatiche spettacolari e una fauna ricchissima.

… E LA FORESTA DEL CANSIGLIO

Tra i tesori naturali che circondano Vittorio Veneto, la foresta del Cansiglio rappresenta la meta turistica più conosciuta. Celebre per essere stato in antichità il “bosco da remi” della Repubblica di Venezia, rappresenta oggi un polmone verde di oltre 7000 ettari di faggi, abeti bianchi e rossi, e fa da corona all’Altopiano del Cansiglio (1000 m. slm). Le strade forestali e i numerosi sentieri che percorrono il bosco e l’altipiano, collegando alpeggi e malghe  costituiscono un patrimonio escursionistico importante, adatto sia alle passeggiate che alla MTB.

Sopra il limitare della foresta si erge imperioso gruppo montuoso del Cavallo che con i suoi oltre 2000 metri slm offre percorsi escursionistici, alpinistici e scialpinistici molto vari.

Se d’estate la Foresta e il Pian Cansiglio affascinano per le chiome verdi dei faggi, per i prati e pascoli dalla particolare conformazione carsica, per il sottobosco ricco di felci e fiori, in autunno sono i colori del bosco a far da protagonisti, quando il bramito dei cervi nella stagione degli amori diventa un insolito richiamo turistico notturno. Ed infine l’inverno rende questi luoghi ancor più suggestivi con il suo manto bianco che invita alle escursioni con le ciaspe o allo sci di fondo.

I luoghi della Maratonina: Cappella Maggiore

Ciao a tutti Web Runners!

Seguendo il tracciato della Maratonina della Vittoria, raggiungiamo il comune di Cappella Maggiore attraverso la frazione di Anzano, che costituisce anche il più esteso tra i suoi borghi.
Il territorio in gran parte pianeggiante infatti rivela una rete di strade, stradine e sentieri ideali per gli amanti della corsa (anche delle passeggiate e della bicicletta) offrendo ogni volta percorsi nuovi tra i numerosi borghi. Sono graziosi borghi di campagna sparsi tra campi e vigneti, gruppi di case sorti attorno ad un cortile, oppure minuscoli centri storici sorti nei pressi delle diverse ville venete testimonianza di antiche aristocrazie locali locali.

Dall’alto domina il “castelletto”, che la tradizione vuole di origine romana, edificato per il controllo del territorio in una luogo strategico da dove si domina tutta la pianura e il vittoriese, una posizione che ora lo rende un punto panoramico d’eccezione. Il suggestivo edificio oggi di proprietà privata è adibito ad ospitare eventi.

Intraprendenza e capacità manifatturiera hanno fatto nascere a Cappella Maggiore interessanti attività produttive artigianali ed industriali, senza nulla togliere alla sua storica e spiccata vocazione agricola.


Correndo la Maratonina attraverserete i vigneti quando la potatura è ormai terminata e sulle viti sta iniziando, come ogni primavera, il fenomeno poeticamente chiamato “lacrima della vite”. Godetevi il paesaggio: siete nella terra del Prosecco e non solo! Il territorio comunale è interessato da ben due Consorzi enologici, il Consorzio di Tutela del Prosecco DOC e il Consorzio Colli di Conegliano DOCG che insieme al Torchiato di Fregona, rappresentano i grandi vini storici del luogo.

Dove il terreno pian piano sale verso le colline la vegetazione cambia, le chiome diventano grigio-verde e ordinatamente come enormi pois ricoprono i pendii soleggiati. Si tratta della coltivazione dell’olivo che orgogliosamente alcuni agricoltori locali, sostenuti dal Comune, hanno riscoperto da oltre un trentennio e che stanno sviluppando nelle sue varietà autoctone. Uniti in Cooperativa hanno avviato anche un frantoio. Si tratta di una produzione importante per la qualità e la scelta naturalistica e di valorizzazione più che per il volume prodotto.


La vetrine d’eccellenza dei prodotti agroalimentari locali è il mercato della Mattarella. Non potete perdervelo se siete in zona! Si svolge ogni sabato in Borgo Mattarella. Il tracciato della Maratonina della Vittoria attraverserà proprio questo borgo affiancando l’Antica Cappella di epoca longobarda dedicata alla Santissima Trinità ritenuta l’origine del nome di Cappella Maggiore.

L’interno della chiesa è riccamente affrescato e frutto di vari interventi di ampliamento attorno al primo edificio.